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Riforma Cartabia

Riforma Cartabia: le materie in cui la mediazione è obbligatoria

Pubblicato il 10 febbraio 2026 — a cura della redazione Riconciliamo

Questo contenuto ha finalità informativa e divulgativa: non costituisce consulenza legale né sostituisce la valutazione di un professionista sul caso concreto. Il mediatore resta in ogni caso terzo e imparziale rispetto a tutte le parti coinvolte.

Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) e del successivo D.M. 150/2023, la mediazione è diventata condizione di procedibilità per una serie di materie: significa che, prima di poter avviare una causa, le parti devono aver quantomeno tentato la mediazione.

Cos'è la Riforma Cartabia e perché riguarda la mediazione

Con il termine "Riforma Cartabia" ci si riferisce al D. Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, che ha riscritto ampie parti del processo civile con l'obiettivo, tra gli altri, di ridurre il carico dei tribunali e incentivare la risoluzione delle controversie fuori dalle aule di giustizia. La riforma ha ampliato in modo significativo il novero delle materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, cioè un passaggio obbligatorio prima di poter citare in giudizio la controparte. Le regole applicative di dettaglio — requisiti degli organismi, indennità, criteri di nomina dei mediatori — sono state poi definite dal D.M. 24 ottobre 2023, n. 150, in vigore dal 15 novembre 2023.

Cosa vuol dire "condizione di procedibilità"

Se una controversia rientra tra le materie obbligatorie, la domanda giudiziale non può essere dichiarata procedibile finché non si è tentata la mediazione. Non significa che le parti debbano raggiungere un accordo: è sufficiente aver partecipato al primo incontro. Se il tentativo fallisce, la causa può proseguire regolarmente. In pratica, la condizione di procedibilità si considera soddisfatta quando il primo incontro si conclude senza un accordo, oppure quando la controparte, regolarmente convocata, non aderisce al procedimento.

Chi introduce per primo il giudizio — sia l'attore che intende citare in giudizio, sia chi riceve un invito del giudice a esperire la mediazione nel corso di una causa già avviata — deve depositare la domanda di mediazione presso un Organismo iscritto al Registro del Ministero della Giustizia, come Riconciliamo (n. 1121).

In quali materie è obbligatoria

La mediazione è condizione di procedibilità, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del D. Lgs. 28/2010 e successive modifiche, nelle controversie relative a:

  • Condominio
  • Diritti reali
  • Divisione
  • Successioni ereditarie
  • Patti di famiglia
  • Locazione, comodato, affitto di aziende
  • Responsabilità medica e sanitaria
  • Diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità
  • Contratti assicurativi, bancari e finanziari
  • Associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, subfornitura, società di persone

Si tratta di un elenco eterogeneo, che comprende sia controversie tra privati legate alla vita quotidiana (condominio, locazioni, successioni) sia contenziosi più propriamente commerciali (contratti bancari, franchising, contratti di rete). Il filo conduttore è la volontà del legislatore di destinare alla mediazione le materie in cui un confronto diretto tra le parti — spesso legate da un rapporto duraturo, come tra coeredi, vicini di condominio o partner commerciali — ha maggiori probabilità di produrre una soluzione stabile rispetto a una sentenza.

La tua controversia rientra tra le materie elencate sopra? Prima di andare in causa devi tentare la mediazione: presenta qui la domanda e ti mettiamo in contatto con un mediatore in pochi giorni.

Come si svolge la mediazione obbligatoria

Depositata la domanda, RICONCILIAMO designa il mediatore e fissa il primo incontro in un arco compreso tra il ventesimo e il quarantesimo giorno successivo, salvo diverso accordo tra le parti. Il primo incontro dura almeno due ore: il mediatore illustra funzione e regole del procedimento (in particolare riservatezza e imparzialità) e verifica la disponibilità delle parti a proseguire. Se l'incontro si conclude senza conciliazione, viene redatto un verbale negativo che consente di procedere in giudizio; se le parti scelgono di proseguire, si passa a incontri successivi, sempre fissati in date diverse dal primo. Puoi leggere la disciplina completa nel Regolamento di Mediazione.

Nei casi in cui la mediazione è condizione di procedibilità, il mediatore è tenuto a tenere il primo incontro con la parte istante anche se la controparte non aderisce: la mancata adesione, se ingiustificata, può comunque essere valutata dal giudice come argomento di prova.

Quanto costa la mediazione obbligatoria

Per le materie obbligatorie e per le mediazioni demandate dal giudice, le spese di avvio e per il primo incontro sono ridotte di 1/5 rispetto alla tariffa ordinaria, ai sensi dell'art. 28, comma 8, del D.M. 150/2023. Se il primo incontro si conclude senza accordo, non è dovuto nient'altro; se invece si arriva a una conciliazione o il procedimento prosegue oltre il primo incontro, si aggiungono le ulteriori spese di mediazione calcolate secondo la Tabella A dello stesso decreto. Il dettaglio completo, con gli scaglioni di valore e gli importi, è nella pagina Tariffe.

Cosa succede se non si avvia la mediazione

Il giudice, rilevata la mancata mediazione in una materia obbligatoria, assegna alle parti un termine per depositare la domanda presso un Organismo di Mediazione. Solo dopo questo passaggio la causa può proseguire. Ritardare la mediazione, quindi, non evita il procedimento: ne rinvia solo l'avvio, allungando i tempi complessivi. Inoltre, ai sensi dell'art. 12-bis del D. Lgs. 28/2010, dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo il giudice può desumere argomenti di prova a sfavore della parte assente, oltre a condannarla al versamento all'Erario di una somma pari al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio.

Anche fuori dai casi obbligatori

Al di fuori delle materie elencate, la mediazione resta comunque disponibile su base volontaria, o può essere demandata dal giudice nel corso di un giudizio già avviato. In entrambi i casi, le regole di svolgimento e le tutele per le parti restano le stesse.

Domande frequenti

La tua controversia rientra tra le materie obbligatorie?

Lun–Ven 9:00–13:00 e 14:00–18:00

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