Le controversie tra coeredi sono spesso tra le più dolorose: si intrecciano questioni patrimoniali e legami familiari che una sentenza, per sua natura, non è in grado di ricomporre. La mediazione lavora su entrambi i piani.
Perché le successioni sono materia obbligatoria
La Riforma Cartabia ha incluso le successioni ereditarie tra le materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità, proprio per la natura di queste controversie: coinvolgono relazioni di lungo periodo tra fratelli, genitori e figli, che un contenzioso giudiziario rischia di logorare in modo irreversibile. Rientrano in questa categoria le liti sulla divisione ereditaria, sulla validità o interpretazione del testamento, sulla collazione di donazioni ricevute in vita e, più in generale, ogni disaccordo tra coeredi che, senza un accordo preventivo, sfocerebbe in una causa di divisione davanti al Tribunale.
Chi partecipa alla mediazione tra coeredi
Devono partecipare tutti i coeredi con un interesse diretto nella controversia, personalmente o tramite un rappresentante munito dei poteri necessari per raggiungere un accordo. Se nel corso del procedimento emerge che altri coeredi, non ancora coinvolti, hanno un interesse rilevante, è possibile chiedere l'estensione della mediazione nei loro confronti prima della conclusione del primo incontro. Le parti possono farsi assistere da un legale di fiducia, che interviene in particolare nella fase di redazione e sottoscrizione dell'eventuale accordo. La procedura completa, incluse le regole sull'estensione a terzi, è nel Regolamento di Mediazione; le spese, in base al valore della quota in contestazione, sono nella pagina Tariffe.
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Cosa si può discutere in mediazione
Divisione dei beni ereditari, valutazione di immobili o quote societarie, gestione di beni in comunione, collazione, disaccordi sull'esecuzione del testamento: la mediazione permette di affrontare questi temi con la guida di un terzo imparziale, in un contesto riservato dove ciascuna parte può esprimere anche le proprie preoccupazioni non strettamente patrimoniali. È frequente, ad esempio, che dietro una lite sulla ripartizione di un immobile si nascondano incomprensioni di lunga data tra fratelli: un buon mediatore aiuta a distinguere i due piani, così da poter negoziare sul patrimonio senza restare bloccati sul piano emotivo.
I vantaggi rispetto alla causa
Oltre a tempi e costi più contenuti, la mediazione consente soluzioni su misura che un giudice non potrebbe imporre: ad esempio scambi di beni non previsti nell'asse ereditario originario, dilazioni di pagamento, o assegnazioni concordate di beni con valore affettivo. È inoltre riservata: quanto emerge durante gli incontri non diventa parte di un fascicolo pubblico, e le posizioni espresse non possono essere usate come prova in un eventuale giudizio successivo, se la mediazione non porta a un accordo.
Il ruolo del mediatore
Il mediatore non decide chi ha diritto a cosa: quello resta un accertamento che, in assenza di accordo, spetta al giudice. Il suo compito è facilitare un dialogo che, tra coeredi, è spesso interrotto da anni di incomprensioni, aiutando le parti a distinguere gli interessi reali dalle posizioni di principio.
Domande frequenti
Altre domande su avvio, costi e mancata partecipazione sono nelle FAQ.
La mediazione per successioni ereditarie è obbligatoria?
Sì. La Riforma Cartabia ha incluso le successioni ereditarie tra le materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del D. Lgs. 28/2010.
Chi deve partecipare alla mediazione tra coeredi?
Tutti i coeredi coinvolti nella controversia, personalmente o tramite un rappresentante munito dei poteri necessari. È possibile chiedere l'estensione del procedimento a coeredi non ancora parte della domanda.
Cosa si può discutere in una mediazione su un'eredità?
Divisione dei beni ereditari, valutazione di immobili o quote societarie, gestione di beni in comunione, collazione, e disaccordi sull'esecuzione del testamento.
Il mediatore decide come dividere l'eredità?
No. Il mediatore non decide chi ha diritto a cosa: facilita il dialogo tra le parti perché siano loro a raggiungere un accordo. In assenza di intesa, la decisione resta al giudice.
Un accordo di mediazione su un'eredità è definitivo?
Sì. Una volta sottoscritto da tutte le parti e dal mediatore, il verbale di accordo produce effetti vincolanti e può essere reso esecutivo.
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